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Visualizzazione dei post da aprile, 2025

La fattoria degli umani” e il nuovo Anticristo digitale

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Nel quale si racconta di come il recinto sia già attivo, il letame ben sparso, e il silenzio degli animali sorprendentemente assordante *** Durante una chiacchierata intensa e affettuosa con Gianfranco Bottazzi — amico, Maestro, Mentore — mi sono imbattuto per la prima volta nel libro di Enrico Pedemonte, La fattoria degli umani. Come le piattaforme digitali stanno riprogettando la nostra vita  (Treccani, 2024).  È stato lui a suggerirmelo e quando ho sentito quel titolo, qualcosa ha cominciato a ronzare nella mia testa. Quando ho letto il libro, qualcosa ha preso forma. È stato come se la metafora della “fattoria” aprisse improvvisamente un varco: un’immagine potente, disturbante, precisa. In quella figura non ho tanto sentito echeggiare Orwell — riferimento quasi inevitabile ma in fondo solo tangenziale — quanto le atmosfere di Matrix , le derive biopolitiche di Battlestar Galactica , e le suggestioni mitologiche di American Gods .  È lì che si è acceso il cortocircui...

Un Francesco II? No, un Francesco al quadrato. Elogio di un papa incompiuto e invocazione di un papa santo

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Dove si racconta del pontificato d’un uomo venuto dalla fine del mondo; del bene ch’egli fece e del meglio di cui avremmo bisogno. E d’un certo fuoco che attende ancora di divampare nella Chiesa e nel mondo *** Francesco è stato un buon Papa. Un ottimo Papa. Probabilmente uno dei migliori, se non il migliore dell’epoca moderna. Era un Papa e faceva il Papa, con i limiti di chi deve governare una delle organizzazioni più antiche e più potenti della Storia. Eppure, anche dentro questi limiti, è stato capace di segnare un cambiamento profondo: non una rottura, ma un’invocazione. Non una rivoluzione, ma il sintomo che la rivoluzione è necessaria. I l primo papa dalle Americhe, il primo non europeo da oltre dodici secoli, dopo che nei primi secoli del cristianesimo si erano avuti pontefici d’origine africana e mediorientale, da Pietro in poi. Francesco è arrivato da una contrada lontana, da quella Buenos Aires battezzata col nome della Madonna di Bonaria, da una Chiesa latinoamericana più v...

Fanatopoli: come si costruisce il nemico interno nella società della sorveglianza morale

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Nel quale si racconta di un post livoroso, di uno storico messo alla gogna, e dei pericoli che minacciano la libertà quando a parlare sono i fanatici. *** Io credo fermamente che i fanatici facciano solo danni, qualunque sia il loro credo, sotto qualunque bandiera agiscano, qualsiasi valore propugnino, fosse anche quello della democrazia, della libertà e dell’amore. E d’altra parte, l’acqua potabile è un elemento indispensabile per la nostra vita, senza bastano 3-4 giorni, massimo una settimana e poi si muore, eppure di troppa acqua si annega. Ecco, il fanatismo è questo: una inondazione, un maremoto, qualcosa di talmente eccessivo da distruggere tutto quello che c’è attorno. E di fanatismo allo stato puro in giro se ne vede, e spesso si manifesta nel nome di una pretesa esclusiva sulle parole "libertà, "democrazia", "diritto", perché solo di parole si tratta e non di valori. Perché se valori fossero dovrebbero essere riconosciuti a tutti. I fanatici ...

Le chitarre che ho suonato – storia di una canzone

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Nel quale l’autore, stanco di scrutare abissi, racconta la nascita di una canzone e di un ricordo che nessun regime potrà mai cancellare *** Questo è un post un po’ diverso da quelli che scrivo di solito. Non parla di guerra, propaganda, sinistra o futuro. Parla di musica. E di memoria. Ma anche stavolta, nel fondo, si tratta di resistenza. Viviamo in un periodo oscuro. E come diceva Fritz, il filosofo del superuomo: Chi lotta con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.  ( Friedrich Nietzsche ,  Al di là del bene e del male, Aforisma 146 ). Il rischio è quello di scegliersi una parte e diventare tifosi . Non più persone pensanti, ma fan. E il pensiero critico muore così: travolto dal tifo, anche quando la causa è giusta. Essere capaci di onestà intellettuale, anche se ideologicamente radicati , è oggi un atto rivoluzionario. Perché l’ideologia, nel senso più serio del term...

4891. Orwell al contrario

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Nel quale l’autore, ascoltando Orwell mentre cammina in una città tranquilla, si accorge che il pericolo non viene da lontano, ma è già qui, e si finge amico *** Camminavo, ascoltando 1984 . Non per la prima volta, ma in un momento in cui le parole di Orwell si incastrano bene col presente. La voce dell’audiolibro è intensa, quasi un radiodramma. Non legge: mette in scena. E tu, mentre cammini, non puoi far finta di niente. Una cosa mi ha colpito subito. Orwell non parla della Russia. Non parla della Cina. Parla di Londra. Ambientava la sua distopia nel cuore dell’Occidente . E questo è un dettaglio che a volte dimentichiamo, presi a proiettare il pericolo sempre altrove. Certo, oggi ci sono autocrazie vere e proprie. E anche da noi l’aria si è fatta più densa: governi di destra o estrema destra, derive autoritarie, slogan muscolari. Ma 1984 non si limita a raccontare un regime brutale. Racconta la fine del pensiero critico. La cancellazione delle parole. La riscrittura della m...

Chi decide se un pacifista è saggio o ingenuo?

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Dove si racconta di una piazza che chiede la pace ignorata dai potenti, di un pacifista messo sotto processo senza giudice né tribunale, e di una domanda che rimbomba più forte di mille cannonate *** Sul post di Corradino Mineo, e sulle domande che contano davvero La manifestazione pacifista del 5 aprile è stata un successo. Non solo per i numeri, ma per la chiarezza del messaggio: fermare la corsa verso la guerra, riaprire lo spazio della politica, difendere la vita e la dignità delle persone. Corradino Mineo, che è persona colta e garbata, ha riconosciuto l'importanza della piazza. E bisogna dargliene atto: almeno lui ha avuto il buon gusto di non etichettare chi c’era con quel termine becero e insultante – “pacifinti” – che ogni tanto riemerge nei dibattiti quando si esauriscono gli argomenti. Però poi anche lui, come molti altri, ha alzato il dito. Ha citato Marc Bloch – storico e resistente francese, ucciso dai nazisti – per ricordare quanto sia pericoloso, a volte, illu...

Con gli occhi degli altri: cosa vede il mondo quando guarda l’Occidente

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Nel quale l’autore si mette una benda sugli occhi, apre una finestra sul mondo, presta l’udito a un coro di voci che non vengono da Harvard, e prova a guardare l’Occidente… come lo guardano gli altri . *** L’esperimento L’intelligenza artificiale può essere tante cose. Ma una delle più interessanti è questa: può essere una finestra. ChatGPT, per esempio, è stato addestrato su milioni di testi scritti in tutto il mondo. Non solo romanzi inglesi, saggi americani e articoli francesi. Ma anche poesie arabe, lettere africane, discorsi andini, giornali cinesi, interviste a sopravvissuti delle guerre e dei colonialismi. Così ho fatto un esperimento Ho scritto un prompt molto semplice: “ Escludi tutte le fonti occidentali: Europa, USA, Canada, Giappone, Australia, Corea del Sud. Dimmi come il resto del mondo vede l’Occidente. Ma fallo con le loro parole, le loro ferite, i loro occhi .” E così mi ha risposto l’AI. Non come un algoritmo. Ma come un coro. Un coro di popoli, culture, lotte e lingu...

Eymerich a Bruxelles: dalla distopia inquisitoriale al riarmo europeo. Ovvero: come nasce una cittadella fortificata

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Nel quale si racconta di come un inquisitore medievale fu visto aggirarsi tra i corridoi del Parlamento europeo, e di come la cittadella della pace si trasformò in fortezza armata, mentre i giovani venivano addestrati a proteggere l’ordine prima ancora di imparare a metterlo in discussione *** In principio fu Nicolas Eymerich . Inquisitore generale del regno d’Aragona: figura storica, ma anche — molti secoli dopo — protagonista letterario, reinventato da Valerio Evangelisti . E da lì cominciò un viaggio: tra roghi medievali e futuri distopici, tra eretici torturati e Stati ipertecnologici, tra verità assolute e guerre eterne. Una saga – iniziata con Nicolas Eymerich, inquisitore e proseguita con Cherudek , Il corpo e il sangue di Eymerich , Picatrix , Rex tremendae maiestatis – che sembrava fantascienza. E invece era premonizione. Evangelisti immaginava un mondo in cui il potere non ha più bisogno di gridare, perché ha già tutto: le armi, le menti, i dati. Dove la guerra è permane...