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Per una Nuova Democrazia Cristiana…

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Io sono comunista. Un comunista contemporaneo, che crede che si possa coniugare libertà e uguaglianza, pianificazione e iniziativa. Un comunismo che non sogna ministeri del piano onniscienti, ma istituzioni capaci di guidare la trasformazione con intelligenza collettiva, e persone libere di inventarsi lavoro, relazioni, mondi possibili. Non sono credente: sto da qualche parte tra l’ateo e l’agnostico, e non ho nessuna nostalgia di una cristianità perduta. Ma sono stato formato al liceo dai preti, e questo segna: ci si abitua a prendere sul serio ciò che viene detto dal pulpito, anche quando non ci si crede più o si crede in altro. Ho studiato dai Padri Scolopi. Gli Scolopi, nati con Giuseppe Calasanzio, sono storicamente il più antico ordine religioso cattolico specificamente dedicato all’educazione e hanno avuto come tratto distintivo l’istruzione gratuita dei bambini poveri Questa doppia appartenenza – comunista e scuola cattolica – mi costringe da sempre a un esercizio strano:...

IA, potere e sistema. La scelta non è tecnica, è politica

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Volendo narrare delle sorti future dell’intelligenza e degli uomini che pensano di governarla, mi parve utile riportare non miracoli, ma sistemi; non mostri, ma logiche; non utopie, ma scelte. E che ciascuno, leggendo, decida se preferisce un mondo abitato da algoritmi sovrani o da esseri pensanti. *** La narrazione dominante sull’intelligenza artificiale somiglia a quella che, negli anni ’90, accompagnò la globalizzazione: progresso inevitabile, benefici per tutti, vita migliore. Le critiche, se ci sono, restano confinate all’etica o alla regolazione degli algoritmi. Ma il punto è altrove: l’impatto dell’IA sui rapporti sociali, sul potere, sui modelli di convivenza. Se davvero l’IA promette di raddoppiare la produttività globale, la domanda non è quando , ma a vantaggio di chi ? Pino Arlacchi, sociologo, ex vicesegretario generale dell’ONU, nel suo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 24 giugno, parte da qui. E individua la posta in gioco: la sfida non è tra tecnologie, ma t...