Quando la guerra è una scelta (sbagliata). A partire dalle parole del generale Mini, una proposta di buon senso per l’Europa
Dove si racconta di un generale che prova a spiegare all’Europa che la guerra non è destino, che insistere negli errori non è fermezza ma cecità, e che chiamare pace la resa dell’altro è solo un altro modo per preparare la prossima guerra *** Nel suo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 27 maggio 2025 , intitolato “Frenesia bellica, sconfitta certa” , il generale Fabio Mini — già comandante NATO della missione KFOR in Kosovo — offre una riflessione severa ma lucida sulla deriva militarista dell’Europa. Non parla un ideologo, né un attivista pacifista, ma un militare che conosce da dentro le logiche della guerra. E che per questo ne denuncia l’insensatezza, quando la strategia viene meno e resta solo il rumore delle armi. Mini descrive un’Europa che non subisce la guerra, ma la sceglie . Le tregue vengono usate per guadagnare tempo, le sanzioni si moltiplicano senza risultati, mentre si coltiva un’illusione collettiva: che l’Ucraina possa vincere senza compromessi, che la Rus...