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Quando la guerra è una scelta (sbagliata). A partire dalle parole del generale Mini, una proposta di buon senso per l’Europa

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Dove si racconta di un generale che prova a spiegare all’Europa che la guerra non è destino, che insistere negli errori non è fermezza ma cecità, e che chiamare pace la resa dell’altro è solo un altro modo per preparare la prossima guerra *** Nel suo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 27 maggio 2025 , intitolato “Frenesia bellica, sconfitta certa” , il generale Fabio Mini — già comandante NATO della missione KFOR in Kosovo — offre una riflessione severa ma lucida sulla deriva militarista dell’Europa. Non parla un ideologo, né un attivista pacifista, ma un militare che conosce da dentro le logiche della guerra. E che per questo ne denuncia l’insensatezza, quando la strategia viene meno e resta solo il rumore delle armi. Mini descrive un’Europa che non subisce la guerra, ma la sceglie . Le tregue vengono usate per guadagnare tempo, le sanzioni si moltiplicano senza risultati, mentre si coltiva un’illusione collettiva: che l’Ucraina possa vincere senza compromessi, che la Rus...

Il giorno in cui l’Occidente ha smesso di credere in sé stesso (e il resto del mondo ha fatto altrettanto)

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In cui si narra di un abisso concesso, di un Occidente smascherato, e di un popolo che cammina verso il precipizio senza voltarsi indietro *** C’è stato un tempo in cui l’Occidente si presentava come faro morale del mondo. Portatore di democrazia, diritti umani, libertà. Lo faceva anche bombardando, saccheggiando, destabilizzando governi. Ma almeno si dava una giustificazione etica: il Male da combattere, il Progresso da portare, il Mondo da salvare. Quel tempo è finito. O meglio: è stato smascherato . Gaza è la cartina di tornasole. È il luogo in cui l’Occidente ha perso la maschera. Mentre Israele rade al suolo ospedali, scuole, campi profughi. Mentre uccide giornalisti, medici, anziani, bambini. Mentre colpisce convogli umanitari e operatori ONU. L’Occidente non solo non interviene: protegge, giustifica, normalizza . Nessun boicottaggio. Nessuna sanzione. Nessuna espulsione. Israele resta dov’è. All’Eurovision. Ai vertici dell’industria militare. Ai tavoli della diplomazia. Ai g...

Eymerich a Bruxelles: dalla distopia inquisitoriale al riarmo europeo. Ovvero: come nasce una cittadella fortificata

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Nel quale si racconta di come un inquisitore medievale fu visto aggirarsi tra i corridoi del Parlamento europeo, e di come la cittadella della pace si trasformò in fortezza armata, mentre i giovani venivano addestrati a proteggere l’ordine prima ancora di imparare a metterlo in discussione *** In principio fu Nicolas Eymerich . Inquisitore generale del regno d’Aragona: figura storica, ma anche — molti secoli dopo — protagonista letterario, reinventato da Valerio Evangelisti . E da lì cominciò un viaggio: tra roghi medievali e futuri distopici, tra eretici torturati e Stati ipertecnologici, tra verità assolute e guerre eterne. Una saga – iniziata con Nicolas Eymerich, inquisitore e proseguita con Cherudek , Il corpo e il sangue di Eymerich , Picatrix , Rex tremendae maiestatis – che sembrava fantascienza. E invece era premonizione. Evangelisti immaginava un mondo in cui il potere non ha più bisogno di gridare, perché ha già tutto: le armi, le menti, i dati. Dove la guerra è permane...