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Lula o dell’innovazione: Einstein Telescope, governance senza popolo e complessità di un attentato

Cronaca: ciò che sappiamo, ciò che non sappiamo Nella notte tra il 1° e il 2 agosto 2026, a Lula, sono state incendiate le automobili di due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia impegnati nelle attività connesse alla candidatura di Sos Enattos a ospitare l’ Einstein Telescope . È un atto criminale grave, di natura intimidatoria, da condannare senza attenuanti. [ ANSA, 2 agosto2026 ] Ma la gravità del fatto non autorizza scorciatoie interpretative. Al momento non risulta pubblicamente accertato il movente né, soprattutto, un collegamento dimostrato tra l’attentato e l’opposizione al progetto Einstein Telescope . Le cronache hanno richiamato la possibile relazione con l’ordigno inesploso rinvenuto tre anni prima presso Sos Enattos ; si tratta però di una pista investigativa, non di una verità acquisita. [ L’Unione Sarda, 4 agosto 2026 ] È dunque essenziale non attribuire un reato commesso da ignoti a un intero paese, a una comunità o a quanti esprimono d...

Il conciaossa: fame, cura e invisibilità nella borgata. Una “tarecensione”

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Come si dice, “non c’è due senza tre”, e quindi scrivo la mia terza (e per ora ultima) “tarecensione”. Ma dopo quella per Orso Tosco, che è un autore molto particolare, che mi piace molto come stile di scrittura e, per il poco che l’ho conosciuto, è anche una persona gentile e fin troppo umile per la sua abilità di scrittore – il suo commissario Gualtiero Bova per me è uno dei personaggi più belli e strampalati che troviamo oggi nel romanzo di serie italiano; quella per gli Elias Mandreu, trio spumeggiante, con almeno due che hanno ottimi romanzi anche da autori singoli, una “tarecensione” ho voluto farla anche per l’ultimo libro di una mia carissima amica da sempre: Paola Musa. Non dico da quanto tempo ci conosciamo perché a vedere me potreste pure crederci, ma a vedere lei direste che è una stupidaggine. Poetessa e scrittrice da sempre, maneggia la parola con grande consapevolezza, sia nel significato, sia nel suono, sia nel ritmo. Quindi proverò a recensire, sempre usando i Tarocch...

Si Deus cheret e sos Carabineris lu permittini / Se Dio vuole e i carabinieri lo permettono: una “tarecensione”

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Questa recensione si colloca dentro un percorso di lettura che sto sperimentando da tempo su diversi romanzi noir, usando i Tarocchi di Marsiglia come strumento di analisi: è, in questo senso, una “tarecensione”. Sul mio blog c’è già un romanzo recensito in questo modo, La malinconia del tartufo di Orso Tosco, uscito nel giugno 2026; ma il metodo, in realtà, l’ho messo alla prova anche con altri noir meno recenti e con lo stesso Mantene s’odiu di Elias Mandreu. In questa prospettiva, Se Dio vuole e i carabinieri lo permettono del collettivo Elias Mandreu, che traduce il motto sardo  Si Deus cheret e sos Carabineris lu permittini -  un modo di dire che unisce il fatalismo verso il destino al riconoscimento del potere concreto dell’istituzione: se Dio vuole, ma solo se i Carabinieri lo consentono davvero -   è un romanzo particolarmente adatto a questo tipo di lettura. È un noir ambizioso, stratificato e sorprendentemente compatto. Parte da un omicidio, ma presto mostr...

Tacchini, polli e altri animali da cortile

Con il passare degli anni il mio ottimismo della volontà si attenua a favore del pessimismo della ragione. Probabilmente ho poca fiducia nell’umanità per indole, anche se le mie convinzioni mi portano a credere che c’è possibilità di riscatto e che si può migliorare e tendere a una società più giusta, più libera e più uguale. E d’altra parte, se leggiamo la nostra Costituzione, questo è l’orizzonte che indica. Ragione per cui quelli come me la difendono strenuamente, anche dalla modifica di una virgola. Detto questo, vedo un mondo popolato da una fauna varia, che mi ha fatto tornare in mente una vecchia storia, raccontata da Bertrand Russell e ripresa da Karl Popper, che oggi andrebbe riletta in chiave geopolitica. È la storia del “tacchino induttivista”: ogni mattina, alla stessa ora, il fattore gli porta il mangime. Il tacchino osserva con rigore: il fattore è puntuale con la pioggia e con il sole, d’estate e d’inverno, nei giorni feriali e festivi. Conclude, da buon “scienziato”, ...

Miti, archetipi e casting: perché il colore di Elena è il problema sbagliato

  In tempi di indignazione permanente, si può anche essere “benaltristi”: i problemi sono ben altri. Ma proprio per questo conviene capire che cosa rivelano davvero le polemiche sul casting dell’Odissea di Nolan: non una difesa raffinata della tradizione, quanto piuttosto un ritorno del suprematismo bianco in forme più rispettabili e un razzismo di sottofondo che non andrebbe sottovalutato . Il dramma epocale della melanina di Elena Se si guarda al dibattito pubblico su The Odyssey , il tono generale è piuttosto chiaro: la questione sembrerebbe ridursi a una sola domanda, e cioè se sia “accettabile” che Elena di Troia venga interpretata da Lupita Nyong’o. Il resto — la costruzione dell’immaginario, il rapporto tra Hollywood e i miti classici, la selezione del cast nel suo complesso — rimane quasi sempre sullo sfondo, mentre la discussione si concentra ossessivamente sul colore della pelle dell’attrice. Il tratto quasi comico della faccenda è che, a sentire certi interventi, l...