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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Antisemitismo, potere e la guerra del linguaggio

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Dove si racconta di una parola inventata per difendere i perseguitati e riciclata per mettere a tacere chi protesta; di popoli antichi e di moderni guardiani della morale; di chi chiede giustizia e finisce stritolato tra silenzi, etichette e accuse prefabbricate. *** Come al solito, la questione non è mai la risposta, ma la domanda. Come si definisce oggi "antisemitismo"? Chi può brandire una parola come una clava, e chi invece si trova con la voce azzerata appena apre bocca? La definizione non basta, la domanda è sbagliata Antisemitismo: parola magica, parola-trappola. Nata dall’orrore, oggi buona per ogni uso. Se tutto è antisemitismo, niente lo è davvero. È la vecchia storia dell’inflazione semantica: se ogni critica diventa delitto, il delitto sparisce, ma con lui sparisce anche il pensiero. Oggi il problema non è solo Gaza, Israele o gli Stati Uniti. Il problema è la narrazione, la gabbia: o stai con Israele (e quindi “contro l’antisemitismo”), o stai dall’altra parte — ...