Le due sinistre

Nel quale si distingue la sinistra che resiste da quella che si trucca per andare in TV,
si racconta di chi ha poca voce ma molta ragione,
e si propone un test per scoprire da che parte si sta,
non in teoria, ma nella vita.

***

Come si riconosce una sinistra vera?

Non dai talk show, dai like su Instagram o dai discorsi sui diritti.


Si riconosce da questo: sta dalla parte delle classi subalterne.

E non per compatirle, rappresentarle in astratto o usarle per vincere le elezioni. No.
Sta con loro perché crede che possano cambiare la loro condizione con l’azione collettiva.

E perché immagina una società diversa. Non solo più gentile: proprio diversa.
Nei rapporti di forza, nei modi di produrre, nel senso della vita.

Se mancano questi due elementi – l’autonomia dei dominati e l’idea di un altro mondo – non è sinistra.

È gestione del presente.

La sinistra vera: – lotta insieme a chi lavora, abita, resiste;

– sa che senza conflitto non c’è cambiamento;
– non si accontenta di fare da correttore di bozze al capitalismo;
– ascolta chi ha poco, non chi ha più voce.

Poi c’è il simulacro della sinistra. Quella che: 

– parla da un attico, ma si commuove per chi vive in cantina;
– difende i diritti civili (e fa bene), ma si dimentica affitti, salari, bollette, sfratti;
– firma i patti di stabilità e poi dice che “bisogna aiutare i giovani”;
– crede che l’Unione Europea sia sempre il bene e che la NATO lo scudo dei nostri valori;
– insegna ai poveri cosa devono pensare, ma non li ascolta mai.

È questa seconda sinistra che prende i voti, va in TV, entra nei governi.
Ma non tocca mai la radice delle cose.
Non sfida i padroni, non rompe gli equilibri.
Amministra. Media.
Gestisce l’esistente con qualche sorriso in più.

Nel frattempo, chi sta davvero dalla parte degli ultimi fa fatica a farsi sentire.
Ma non è sparito. Esiste.
Nelle fabbriche, nei quartieri popolari, nelle scuole occupate, nei movimenti che nessuno racconta.
Ha meno telecamere, meno soldi, meno potere.


Ma ha più ragione.

E alla fine, la storia non la fanno le chiacchiere.
La fanno quelli che non si arrendono.

Il tempo verrà. Ma dobbiamo andargli incontro.

***

TEST: SEI DAVVERO DI SINISTRA?

Rispondi con sincerità. Nessuno ti giudica, tranne la realtà.

  1. Quando parli di poveri, pensi “noi” o “loro”?
  2. Hai mai lottato per un diritto che non ti riguardava direttamente?
  3. Sei disposto a rinunciare a un tuo privilegio, se serve a riequilibrare le cose?
  4. Ti interessa di più il destino di un influencer precario o di un muratore sotto pagato?
  5. Ti fidi più di un economista in TV o di un sindacalista di base?
  6. Pensi che il capitalismo sia migliorabile o superabile?
  7. Sai quanto paga d’affitto chi vive in una casa popolare nella tua città?
  8. Se un gruppo occupa una scuola o una fabbrica, pensi prima alle regole o alle ragioni?
  9. Quando un governo “di sinistra” taglia la sanità pubblica, ti indigni o giustifichi?
  10. Saresti pronto a perdere consenso, voti, o carriera… pur di non tradire chi non ha voce?

Più risposte scomode ti sei dato, più sei vicino alla sinistra vera.


Non perfetta. Ma vera.




Commenti

Post popolari in questo blog

Ecopatologia, guerra e transizione verde: una prospettiva dalla Sardegna

Intellettuali, cortigiani e potere

Si Deus cheret e sos Carabineris lu permittini / Se Dio vuole e i carabinieri lo permettono: una “tarecensione”