La stupidità del male

Nel quale si discute dell’evoluzione della banalità del male in stupidità consapevole,
si risponde al Signor Rossi che tutto equipara e nulla capisce,
si denuncia un razzismo in giacca progressista,
e si conclude che la cecità, quando è scelta, è già complicità

***

C'è stato un tempo in cui si parlava della banalità del male, quel meccanismo silenzioso, grigio, in cui si obbediva senza pensare, anche quando si veniva chiamati a compiere orrori spaventosi. Ma oggi no. Oggi serve qualcosa di diverso per scrivere certe cose. Serve proprio mancare di qualcosa. Il cuore, o il cervello. O magari entrambi. 



Sotto un appello dell’ANPI che denuncia con parole nette la ripresa dello sterminio dei palestinesi di Gaza, non manca il commentatore che, fiero della sua tessera onoraria da “Signor Rossi”, perché non importa il nome, è uno qualunque, scrive:

Fate lo stesso appello contro le armate russe che hanno ucciso più di 500 mila ucraini. Così da riconquistare un minimo di credibilità.

Ora, a parte il fatto che non credo all’ANPI interessi guadagnarsi la credibilità di certi individui, confondere un genocidio in corso con una guerra tra eserciti è qualcosa che richiede una discreta dose di ignoranza. In Ucraina c'è uno scontro tra forze armate. Uno è l’aggressore, l’altro l’aggredito. Non ci sono dubbi su chi abbia varcato il confine. Ma l’aggredito è armato fino ai denti da tutto l’Occidente, i cui bilanci militari superano quelli della Russia in proporzioni incomparabili: nel 2023, la sola NATO ha speso oltre 1.200 miliardi di dollari in difesa, contro i circa 100 della Russia. E le vittime, da una parte e dall’altra, si contano a centinaia di migliaia. È una guerra. Una tragedia.

E a Gaza? A Gaza c'è un massacro. Migliaia di bambini sotto le macerie. Un popolo rinchiuso e bombardato a tappeto. Una sproporzione assoluta e deliberata. E mentre i tribunali internazionali parlano di crimini di guerra, c'è chi parla di colpa culturale. Ed è qui che si passa dal Signor Rossi a qualcosa di molto più grave.

Ilaria Celledoni, portavoce delle Donne Democratiche del PD del Friuli-Venezia Giulia, ha scritto:

I cadaveri dei bambini palestinesi sono il prodotto della cultura e del comportamento di Hamas, tutto mediorientale.

Capito? Tutto mediorientale. Non, al limite,  una condanna di Hamas, ma una generalizzazione razzista, un'accusa al popolo, alla cultura, alla civiltà intera. Il Medio Oriente visto come mondo inferiore, produttore di morte. E l’Europa? L’Europa bianca, civile, superiore. L’Europa che bombarda, ma per “valori”. Una narrazione che filtra nei media mainstream, dove le vittime non sono mai uguali, e si riflette nelle scelte politiche: si condanna il Sud globale quando serve, si tace o si giustifica quando sono gli alleati a colpire. 

Un eurocentrismo di comodo, che serve più a salvare la coscienza che a salvare vite.

Sì, perché è questo il punto. Mentre l’Europa perde peso geopolitico, diventando satellite degli USA e bersaglio economico della Cina, torna a gonfiarsi come un vecchio rospo nella convinzione coloniale di essere migliore. Non contiamo quasi più nulla, ma ci aggrappiamo all’illusione che la nostra cultura abbia ancora un ruolo centrale. La esaltiamo a parole, mentre la tradiamo con i fatti. Con i tweet, gli editoriali, i silenzi.

Questa è la stupidità del male, oggi. Non solo violento. Ma anche arrogante, inconsapevole, intellettualmente pigro. E si diffonde come una muffa nei corridoi dei social, dove le frasi fatte rimbalzano più veloci del pensiero, e nei talk show che recitano indignazione di facciata mentre perpetuano lo schema. È pericolosamente diffuso, persino tra chi si dice di sinistra.

La buona notizia? La risposta c’è stata. Roberta Mori, portavoce nazionale delle Donne Democratiche, ha rimosso Celledoni con effetto immediato. Ha parlato di parole “inaccettabili, sbagliate, intrise di pregiudizio”.

Bene. Ma non basta. Perché se non si affronta il razzismo che serpeggia nei salotti progressisti, quello che distingue le vittime in base alla geografia e alla religione, la sinistra diventerà solo un’altra forma elegante di destra.

Viviamo tempi bui. 

Ma non è il buio a spaventare. 

È la cecità volontaria. 

Perché chi non vuole vedere, è già complice del peggio.

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