Chi inizia non importa

 Nel quale si racconta come potrebbe iniziare
la fine del mondo,
si osserva che non serviranno piani strategici
ma solo riflessi automatici,
si sfoglia la cronaca di un’apocalisse
fatta di scrollate, meme e silenzi,
e si conclude che,
quando tutti hanno il bottone rosso,
la vera follia è pensare
di poterlo premere per primi

***

Francia.
Gran Bretagna.
Russia.
Uno qualunque preme il pulsante.
Gli altri lo seguono.
Zelanti come chi ha speso miliardi per costruirsi il bottone rosso e ora scalpita per usarlo.
Risultato?
Decine di milioni di morti in poche ore.
Capitali europee sbriciolate come biscotti sotto una pressa.
Un intero continente trasformato in discarica tossica.
E poi, ciliegina sulla torta:
l’inverno nucleare globale.
Luci spente.
Sipario calato.
Fine.
O forse no.
Se proprio vuoi sapere come si arriva alla fine del mondo, accomodati.
Attenzione!!! Sì, questa è una simulazione fatta con ChatGPT.
Ma tranquilli: nella realtà sarebbe uguale. Solo con meno Wi-Fi

CRONOLOGIA DI UNA FINE ANNUNCIATA
Ore 00:00
Stai scrollando Instagram per la settima volta.
Arriva la notizia:
– La Russia ha lanciato sulla Polonia.
– Oppure è stata la Gran Bretagna a colpire una base russa.
– O magari la Francia, stufa di fare finta di niente.
Dettagli.
Conta poco.
“Ma tanto è lontano”, scrive qualcuno nei commenti.
Clicchi “Mi piace”.
Ore 01:30
La risposta è automatica.
Sottomarini che sputano missili.
Cieli tagliati da traiettorie che non chiedono permesso.
Sul meteo spuntano nuvole che non portano pioggia, ma isotopi.
Qualcuno posta un meme:
“Keep calm and glow in the dark”.
Risate.
Per ora.
Ore 03:00
Mosca evapora.
Londra? Un cratere fumante.
Parigi prende fuoco. Senza bisogno dei gilet gialli.
La CNN parla di “escalation critica”.
Netflix sospende le nuove uscite. Per rispetto.
Ore 06:00
Piove.
L’acqua puzza di metallo e ustiona le mani.
Le frontiere si chiudono.
Ma a chi importa?
Non c’è più nessun posto dove andare.
Supermercati svuotati.
Rimane solo la pasta integrale che nessuno voleva manco gratis.

Giorno 2
I più svegli scappano a Sud.
Peccato che la nube ci sia arrivata prima.
Peccato che il carburante sia finito.
Peccato che il vicino ti guarda storto… e con un fucile in mano.

Settimana 1
Le radio gracchiano frasi a caso:
“State a casa”.
Casa?
Quella senza corrente.
Senza acqua.
Senza futuro.

Mese 1
Cielo grigio. Sempre.
Sole? Solo nei ricordi.
Raccolti distrutti.
Temperature a picco.
Le borse crollano.
Ma chi le guarda più?
Si torna al baratto:
Due scatolette di tonno per una medicina scaduta.

Anno 1
La metà della popolazione mondiale è morta.
L’altra metà la invidia.
Qualcuno dice che forse, ora, arriverà la pace.
Arriverà, sì.
Ma solo perché non è rimasto nessuno a litigare.

E così si chiude il grande sogno europeo
Non sotto il peso del debito.
Non per i migranti.
Non per una pandemia.
Non per un complotto.
Ma perché alcuni si sono sentiti troppo intelligenti per fermarsi in tempo.

Nel dubbio.
Io l’apriscatole me lo sono tenuto.
E tu?
Pensaci prima di calcarti l’elmetto in testa.

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