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La malinconia del tartufo. Un’Odissea tarologica nelle Langhe del Pinguino

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Qualche tempo fa mi è stato chiesto di presentare un romanzo: Fernando o della melanconia dell’irreversibile di Andrea Serra, la storia di un uomo che prova a convivere con una perdita definitiva, con un evento che non si può più disfare e che deforma per sempre il suo rapporto col tempo. Cercando un modo meno consueto di raccontarlo, ho deciso di usare i Tarocchi di Marsiglia come guida: ho individuato ventuno nuclei interni al libro, da ciascun nucleo ho estratto una domanda e a ogni domanda ho collegato un Arcano Maggiore. L’autore sceglieva le carte e, su quella base, ponevo le domande; a un certo punto hanno estratto le carte anche le persone presenti. Non era un gioco di divinazione, ma un dispositivo per trasformare la presentazione in un percorso: una volta scelta una carta, non si tornava indietro, bisognava attraversare quella domanda. I Tarocchi di Marsiglia, nella versione restaurata da Jodorowsky e Camoin, non li considero strumenti per prevedere il futuro, bensì mappe ...

Chi disturba e chi è funzionale

Nel panorama politico attuale abbiamo un esempio lampante di come funzioni l'informazione: basta incrociare il modo in cui sono trattate due posizioni che possiamo definire “radicali” – una, come vedremo, solo apparentemente tale – come “Futuro nazionale” di Roberto Vannacci e “Agorà” di Angelo d’Orsi. Da una parte c’è il generale-scrittore diventato, nel giro di pochi mesi, presenza fissa nei talk show e nei titoli di prima pagina: un personaggio costruito mediaticamente attorno a un repertorio di qualunquismo reazionario, fatto di identità “normale” contrapposta alle minoranze, nostalgia d’ordine, disprezzo per le differenze, ossessione per una comunità omogenea e disciplinata. Ogni sua frase viene rilanciata, commentata, scomposta in clip, trasformata in caso nazionale. La sua radicalità consiste nel portare all’estremo il frame delle guerre culturali, ma rimane rigorosamente interna all’ordine esistente: non mette realmente in discussione la collocazione euro-atlantica del pa...

Ecopatologia, guerra e transizione verde: una prospettiva dalla Sardegna

Quando si parla di ambiente in Sardegna, il dibattito pubblico si concentra quasi sempre su energia, paesaggio, turismo, mobilità, consumo di suolo. È comprensibile: sono le dimensioni più visibili, quelle che toccano direttamente la vita quotidiana e l’economia locale. Meno visibile, eppure decisiva, è un’altra dimensione: il nesso strutturale fra modello di sviluppo, guerra e crisi ecologica, che nell’isola assume forme concrete nei poligoni militari e nell’industria degli armamenti, a partire dalla fabbrica di bombe RWM di Domusnovas ‑ Iglesias ‑ Musei. Se prendiamo sul serio la diagnosi di “ ecopatologia ” proposta da Andrea Zhok – l’idea che il sistema contemporaneo sia strutturalmente patogeno sul piano ecologico – e la guardiamo dal punto di vista sardo, le contraddizioni diventano quasi tangibili. Perché la Sardegna è insieme territorio “vocato” alla narrazione green e retrovia materiale di un’economia di guerra che contribuisce a degradare ambiente e salute ben oltre i confin...

Vannacci, l’albatro

In guerra Roberto Vannacci è un albatro: maestoso nel suo cielo di missioni, abituato a catene di comando chiare, ordini senza replica, rischio fisico e decisioni rapide. Appena atterra nella vita civile e nella politica, però, quelle stesse ali diventano un impaccio. Il generale che nei teatri di guerra può anche essere gigante, sul terreno delle idee e della democrazia appare per quello che è: un piccolo borghese spaventato, che sogna di trasformare il Paese in una caserma e scambia la propria ideologia per “buon senso”. Non gli nego coraggio e capacità di comando. Sarebbe ridicolo. Ma il punto non è se Vannacci sia stato un buon soldato: il punto è per chi e per che cosa ha messo a frutto quel coraggio, e che cosa vuole farcene oggi, una volta appese (forse) le stellette al chiodo. Il patriota che difende interessi altrui Vannacci si presenta come grande patriota, campione della sovranità nazionale. Eppure, la sua biografia racconta un’altra storia: per decenni ha servito nelle ...